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Arte moderna e contemporanea

La pittura ad acrilico

Nozioni e occorrenti per pittura ad acrilico

La pittura ad acrilico è senz’altro la più comune che in questo periodo utilizzano i pittori di questa epoca, sia per il basso costo sia per la facilità di utilizzo.

Oltre a questo, bisogna dire che con essa non si respirano prodotti dannosi per la salute, come i diluenti in genere per la pittura a olio, perché per la diluizione si usa la semplice acqua.

Altro vantaggio e che si asciugano rapidamente, dando così la possibilità di operare al pittore in modo veloce, e chi vive di pittura sa che il tempo è denaro.

Certamente la rapidità di essiccatura è un privilegio, ma può essere anche un difetto, giacché i colori che si utilizzano essiccano in fretta e quindi si ha un maggiore consumo di prodotto.

A questo c’è però rimedio, utilizzando non normali tavolozze che si usano comunemente per l’olio, perché bisogna mantenere costantemente l’umidità alta.

Un metodo semplice è quello di usare una tavolozza in vetro e prima di riporre il tutto avere la cura di spruzzare dell’acqua sui colori e adoperare un coperchio per sigillare il tutto. Questo è il metodo di chi usa quotidianamente i colori, per dipingere ogni giorno. Chi invece li usa saltuariamente ha bisogno di conservare il grado di umidità più a lungo.  E’ consigliabile usare una tavolozza diversa, composta di un normale recipiente di plastica tipo quello che si usa per conservare il cibo nei frigoriferi ove, al suo interno, è posta sotto una spugna da cucina inumidita e sopra è poggiata della normale carta da forno, dove saranno posti i colori che escono dal tubetto, la mistione, però sarà fatta separatamente su un altro piano di vetro. Quando si finirà di dipingere bisogna sigillare il tutto con un coperchio che assicurerà la conservazione dei colori per giorni. Per la pulizia del piano di mistione si adopererà un semplice raschietto che eliminerà in breve tutte le croste e assicurerà la pulizia della tavolozza, che potrà essere usata così all’infinito. I pennelli al termine del lavoro, dopo averli sciacquati con dell’acqua e lavati con del semplice sapone liquido, saranno posti in verticale in una vaschetta piena d’acqua che li manterrà sempre morbidi.

I colori acrilici hanno anche un’altra caratteristica, quella di tendere a scurire quando asciugano, bisogna in questo caso dare più corposità alle zone in luce.

Gli occorrenti minimi per iniziare a dipingere ad acrilico sono i tre colori primari (rosso-giallo-blu), da cui si ricaveranno i colori secondari unendo a due a due i colori primari, e sono (arancio-verde-viola ), i colori terziari si ricaveranno mischiando un colore primario e un secondario, si avranno così le seguenti sfumature:

giallo-verde, blu-verde, blu-viola, rosso-viola, e giallo-arancio. Per ottenere i diversi tipi di colori, bisogna avere un po’ di esperienza, per chi è alle prime armi, si trovano in commercio vaste gamme di colori già pronte sia in tubetti sia in vasetti.

Serviranno anche delle serie di pennelli. Si possono usare gli stessi che si adoperano per l’olio o, la tempera, la loro dimensione varierà dal tipo di lavoro da fare e dagli effetti che si vogliono ottenere, comunque la serie base è dal n. 2 al n.12, dove si affiancheranno misure più grandi in base al dipinto da fare. I più comuni sono in pelo di setola o sintetico.

Serviranno due recipienti per contenere l’acqua (bicchieri), uno per sciacquare i pennelli quando si cambiano tinta, l’altro per la diluizione oltre ad una o più spatolette per la mistione dei colori o per dare corposità a qualche zona nel dipinto.

Della tavolozza già abbiamo parlato, sia del suo utilizzo sia della sua pulizia. Serviranno anche diversi stracci per la pulizia dei pennelli che saranno adoperati prima di sciacquarli nell’acqua.