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Arte moderna e contemporanea

Come togliere l’imbiancatura dagli affreschi

Queste pitture imbiancate devono dividersi in due categorie:
1) affreschi antecedenti la metà del secolo XVI che come caratteristica aveva la superficie sempre
levigata ed erano dipinti con colori molto liquidi e più volte ripetuti.
2) Affreschi più moderni, eseguiti dopo la metà del XVI secolo, sopra intonaci di rena naturale
ruvidi, con colori densi e molto corposi, del tipo come si usano oggi.
Dopo questa premessa è facile capire che gli affreschi appartenenti al secondo gruppo, cioè.
successivi alla metà del XVI secolo, essendo di natura ruvida il loro pulimento à più difficile,
perché la coesione fra l’intonaco e la pittura è più solida.
Andiamo a esaminare gli affreschi al punto uno.

- AFFRESCHI ANTICHI -

Il sistema più vantaggioso per il pulimento di questi affreschi è il seguente:
A) Anzitutto si dovrà esaminare la parte sulla quale si vuole operare per conoscere se l’intonaco è
sano o malato e ciò si potrà fare con molta facilità battendo con i nodi della mano o con un leggero
maglietto di legno, a secondo dei suoni si capirà se è sano o malato.
Di solito quanto l’imbiancatura è disposta a staccarsi, può rilevarsi la presenza di certe
vescichette che premute si spezzano e cadono ed anche con la facilità con la quale una leggera
percussione fa alzare e cadere dei pezzi di bianco. IL maglietto da adoperare sarà di legno e dovrà
essere addolcito battendo con un martello di ferro su entrambe le parti affinché la fibra del legno
perda la naturale rigidezza. Il manico dovrà essere elastico (bambù o osso di balena).
Se lo strato di bianco non aderisce con forza sull’affresco, battendo con questo maglietto si
riuscirà a staccarlo. Potrà accadere che in alcuni punti, dove il bianco è più aderente che non si
stacchi, a quel punto bisogna intervenire con spatolette di corno o con quelle che si mescola
la pittura. In tal modo il dipinto sarà liberato da tutta l’imbiancatura introducendole tra il
bianco e il dipinto e sollevando, si vedrà staccarsi la parte che si vuole eliminare.
B) Quando, come avviene in molti casi, che l’imbiancatura cede solo in alcune parti ai soli colpi del maglietto, perché nelle altre parti aderì perfettamente alla pittura, bisognerà intervenire col sistema del raschietto che consiste nell’impiego di uno scalpelletto da ebanista sempre ben affilato e maneggiato con molta elasticità, muovendolo dal basso verso l’alto. per facilitare l’azione dello scalpello si consiglia di bagnare in precedenza la parte sulla quale si vuole intervenire. Bisogna ricordare di fare attenzione all’uso dell’acqua sui punti dove è possibile che ci siano stati dei ritocchi a secco. Nel caso non ci fossero, bisognerà bagnare un pezzo della superficie non più grande di un metro quadro e attendere che l’acqua sia assorbita. Il bianco di calce quando è secco essendo ritornato allo stato di carbonato di calce, non è più solubile all’acqua, ma ciò non impedisce che essa non penetri nei fori e nelle fessure espandendosi fra il bianco e l’affresco, facilitando l’operazione di pulitura.

- AFFRESCHI MODERNI -
Data la ruvidità della rena, non sarà possibile adoperare il raschietto perché non scivolerebbe, quindi bisognerà operare così:
A) Anzitutto bisognerà vedere lo stato dell’imbiancatura e dell’intonaco. Si applicheranno quindi tutte quelle pratiche già accennate in precedenza per gli affreschi antichi.
B) Se l’intonaco lo permette, si proverà con il sistema a percussione col maglietto o anche quello con le pezzuole incollate sull’imbiancatura, adoperando colla di farina molto molle.
C) Nel caso che i mezzi sopraindicati non abbiano effetto, bisognerà usare gli acidi. Ora molti acidi come ad esempio il nitrato di calce e il solforico agiscono anche sui colori alterandoli. Quello che meglio si presta per questo tipo di operazione è invece l’acido acetico, che ha una particolare azione sulla calce e non altera i colori. Tuttavia va adoperato sempre con molta cautela.
D)Con l’acido acetico si procederà così: si dovrà innanzitutto lavare accuratamente la parte con acqua contenente una leggera dose di potassa. Indi, mentre la parte è ancora bagnata, si comincerà a soffregare con una piccola spazzola o con un pennello a peli troncati intinto in una dissoluzione d’acido acetico molto diluito, asportando con una spugna la poltiglia che verrà a procurarsi e ciò fino a quando il pezzo del dipinto sarà sufficientemente scoperto ma non del tutto, lavando poi con acqua pura per togliere ogni residuo d’acido. E’ bene iniziare con una dissoluzione molto leggera e se c’è né fosse bisogno rinforzarla gradatamente. Bisognerà iniziare il pulimento dell’affresco sempre dall’alto verso il basso. Bisogna ricordare che è importante fare il lavoro con una certa speditezza per non far rimanere a lungo tempo in contatto l’acido con la pittura.
Alla fine bisognerà liberare l’affresco dai residui più duri, adoperando sempre il pennello tronco intinto nella dissoluzione acida, e dove c’è ne sia, bisogno adoperare il raschietto per togliere tutte quelle impurità più resistenti, non bisognerà mai di pulire i residui con acqua pura.