Manifesto Pixel art Galasso

La pittura nasce dalla materia e dalla luce, dal gesto e dal codice.
Ogni pixel è un frammento di memoria, un battito visivo.
La superficie digitale si fa carne pittorica, il confine tra reale e virtuale si dissolve nel colore.

Questa arte non riproduce il mondo digitale: lo trasfigura.
Ogni interruzione, ogni frammento, ogni quadrato di luce è una soglia che separa e unisce, che interroga la visione contemporanea.
Il pixel diventa segno, emozione, tessera di un mosaico che restituisce umanità alla distanza tecnologica.

PixelArtGalasso è prosecuzione viva del divisionismo, dell’impressionismo e del mosaico, fusi nella contemporaneità digitale del nostro tempo — ma ancora pittorica, fisica, respirante.
Come i maestri di un secolo fa scomponevano la luce naturale, oggi questa pittura scompone la luce artificiale, la traduce in gesto, in materia, in ritmo umano.

Questo manifesto non è soltanto una dichiarazione individuale:
è un invito a chi sente che la pittura può ancora dialogare con l’algoritmo,
a chi crede che la bellezza non sia morta nel codice, ma vi si nasconda in attesa di essere liberata dal colore.

PixelArtGalasso non è soltanto un nome, ma un cammino:
un ponte tra la mano e il pixel, tra la memoria e la rete,
tra la tradizione e l’elettricità dell’oggi.

La pixel art pittorica è il nuovo linguaggio visivo di una realtà che cambia — ma che, nel colore, cerca ancora la verità.
Ogni artista, ogni osservatore che riconosce nel frammento digitale un segno umano, fa parte di questo orizzonte.

La pittura non muore. Si trasforma.
E nel suo silenzio di pixel continua a parlare la lingua dell’uomo.

firmato: Maurizio Galasso (pixelartgalasso)

” IL COLORE DEL ROCK”

JOHN BONHAM DEI LED ZEPPELINhttps://www.virginradio.it/news/speciali/170506/Tutti-i-colori-del-Rock.html

Dopo aver ritratto due icone dell’universo musicale, Louis Armstronghttps://www.pixelartgalasso.it/2020/04/1096/ e Bob Marleyhttps://www.pixelartgalasso.it/2020/10/could-you-be-loved/, ho voluto omaggiare con questo mio dipinto Jhon Bonham, leggendario batterista dei Led Zeppelin, la cui musica è stata la colonna sonora della mia giovinezza.

Ho trasferito sulla tela le sensazioni che il ritmo della batteria suscitava in me a livello emotivo, per questo mi sono affidato al giallo e l’arancio, i colori che più degli altri sono sinonimo di vigore, energia ma anche disordine, tutto ciò che a mio avviso, meglio incarna il rock.

Bonham e il suo strumento sono una cosa sola e la luce che il dipinto irradia è quella sprigionata dalla figura di uno dei più influenti e talentuosi batteristi dell’universo rock.

Tra gli anni 70 e 80 si vociferava che il gruppo avesse stretto un patto con il demonio in cambio della fama e ciò non fece altro che alimentare il successo e il mistero.

Le scelte delle copertine come il il dipinto Evening- Tha Fall of Day di William Rimmer, raffigurante un angelo-demone su un cielo giallo arancione, gli stessi colori che ho utilizzato nell’eseguire il mio dipinto, raffigurano l’anima vera del gruppo.
Il giallo e l’arancio poi sono anche i colori del sole, della vita soprannaturale, della materializzazione della luce divina. I due colori simboleggiano il potere germinativo e sono stati utilizzati fin dalle antiche civiltà per rappresentarlo. Nella mitologia i caldi raggi solari sono considerati generatori di vita che sulla terra danno colore ai fiori, al grano, ai frutti maturi, al mais e al polline, tutte cose che tra l’altro sono poste sotto gli auspici del Sole.

Raffigurano come abbiamo detto il germogliare, il nascere di una vita nuova o semplicemente di un idolo della musica che suona la sua batteria nell’olimpo della musica rock.