Dipinto in acrilico su tela, 100 × 150 cm — PixelArtGalasso esplora la tensione cromatica del rock.
Il ritmo prende colore.
Questo lavoro esplora la convergenza tra musica e visione: i quadretti di colore, sottomultipli l’uno dell’altro, si aggregano per evocare la figura del batterista e le superfici degli strumenti. L’effetto è un’immagine che cambia funzione con la distanza — vicina è pixel, lontana è scena — e che obbliga lo sguardo a ri-comporre il ritmo visivo. La tavolozza, dominata dal giallo e dall’arancio, rende la partitura pittorica simile a un set di piatti e casse, mentre la tecnica denuncia l’origine digitale dell’ispirazione, pur restando pittura corporea e materica.
“In questo cerchio perfetto, dove si piange in cerca di consolazione, ho incontrato tutto il mondo e l’ho stretto a me in cerca di una speranza.”(Maurizio Galasso)
In Alla ricerca di un abbraccio la superficie si scompone in unità cromatiche: la figura emerge solo a distanza, chiedendo allo sguardo di ricomporre un atto intimo. La tecnica unisce pixelatura e matericità dell’acrilico.
«La forma si disfa in cellule per ricostruirsi nell’emozione: un abbraccio che si conquista con lo sguardo.»
Dipinto in acrilico su tela-Pixelart,, misura 60 x 70 cm. -Aprile 2020
Con Il mio Louis ha l’anima colorata la musica si fa colore: cellule cromatiche che si compongono in un ritratto e ricompongono una memoria sonora.
Titolo: Il mio Louis ha l’anima colorata
Acrilico su tela, misura 80 x 100 cm
Anno 2020
Questo ritratto esplora la relazione tra gesto sonoro e gesto pittorico. La tecnica pixel-painting di Galasso scompone la figura in unità cromatiche — “cellule” — che richiedono allo spettatore di ricomporre il volto e il gesto a distanza. I toni caldi e i contrasti rimandano alle vibrazioni dello strumento e all’intimità del musicista; l’opera non rappresenta semplicemente, ma mette in scena la percezione. Tecnica: acrilico su tela, misura 100×80 cm.
Acrilico su tela, trittico, 300 x 120 cm. Anno 2019 “Mi piace immaginarti attraversare questo bosco incantato. Sorridente, chini il capo in avanti per osservare questi colori che ho dipinto per te”
In questo dipinto l’artista effettua il suo autoritratto, a mezzobusto, frontale, con il berretto. Realizzato su tela ed eseguita in acrilico nell’anno 2018.
I colori chiari fanno da sfondo, vanno dal rosa, al viola fino ad arrivare al bianco sovrapposto, spesso.
La carnagione contrasta con il fondo e il blu-nero della camicia.
dipinto in acrilico su tela, rappresenta un tipico taxi americano diventando il protagonista della scena
Acrilico su tela misura cm. 70 x 100 titolo: The city that never sleeps, New York
Opera del 2018, acrilico su tela di misura 70×100 cm. Nel dipinto viene rappresentata una scena notturna di New York, la città che non dorme mai. La figura principale è situata in basso a sinistra, un classico taxi giallo della metropoli americana. La strada è bagnata e lascia intravedere i riflessi delle luci che si prolungano fino alla fine del quadro. Nella zona alta, dietro l’auto, vi è la città, avvolta dal buio della notte e solo le luci lasciano immaginare le figure dei palazzi e nonostante le ore piccole, la vita continua.
Il quadro in oggetto ritrae una donna che passeggia su di una spiaggia.Il quadro e’ stato presentato nel 2009 ad una collettiva tenutasi a Tarquinia (VT) in occasione della manifestazione “Le forme dell’arcaismo”. Attualmente in esposizione permanente al MACO Mesuem di Veroli. Osservando l’opera a debita distanza, si puo’ notare che la tela e’ divisa orizzontalmente in due parti. Al di là della parte superiore troviamo il cielo che partecipa cromaticamente a delineare la figura, i colori predominanti sono più tenui e morbidi.Nella parte inferiore, invece, il colore predominante è il rosso , caldo, che con tutte le sue varianti forma la spiaggia e partecipa anche a modellare in tutte le sue forme la donna.Sul lato destro in verticale, compare la figura femminile e il suo dolce volto è rivolto verso il mare: il grande assente, il quale non compare nella raffigurazione ma fa percepire la sua presenza che cattura l’attenzione della protagonista e la incanta.Il maestro riesce a far cogliere e intuire il movimento del leggiadro corpo attraverso la disposizione delle gambe che sono adagiate una avanti l’altra che contribuiscono ad inarcare in avanti il tronco.Il tutto partecipa a creare un’atmosfera di tranquillità e libertà.
Il dipinto è una splendida rappresentazione serale della piazza principale della città di Avellino, luogo dove è nato e vive l’artista. Il quadro è attualmente in esposizione permanente al MACO Museum di Veroli.Osservando da debita distanza il dipinto, è subito evidente, nella parte centrale della tela la fontana della piazza, con i suoi zampilli bianchi ed alti. I colori trasparenti che dominano sono i verdi chiari , i gialli e i viola. I quadretti velati grandi, sul fondo scuro, vengono divisi da sottomultipli sempre più piccoli e di colore sempre più chiaro e corposo.La fontana rappresenta il fulcro del quadro, come nella vita della città lo è la piazza che è il centro vitale degli incontri.Nella parte sottostante la tela, vi sono i giochi di luce. I riflessi, dove l’acqua scende giù e scivola nelle vasche sottostanti illuminate da luci gialle.E’ quì che l’artista gioca con la cromaticità dei colori, con gli accostamenti.S’intravede tutta la sua tavolozza.Ai due lati, ad incorniciare la fontana, vi sono i due palazzi che lavorano alla prospettiva e lasciano intravedere l’entrata verso il corso principale.Il cielo in alto è tipico della sera inoltrata, si divide in tre parti.Al di là di quello che si vede. l’artista lascia immaginare la presenza della vita, dell’incontro, del movimento dato proprio dagli zampilli che salgono e scendono.E’ proprio l’acqua la protagonista, il punto focale del quadro è la luce che risplende in essa e partecipa alla vibrazione cromatica del dipinto.
I tre quarti del quadro sono dominati dal colore verde, di varie tonalità, vanno dall’ocra gialla al verde muschio.
La zona alta è costituita da un filare di alberi dalla sinistra il verde degli stessi si fonde al blu del cielo, mentre a sinistra è il giallo a dominare fino ad arrivare al bianco puro per esaltare la luce.
Al centro ci sono i canneti che a sinistra scendono fino ad adagiarsi e a riflettere nell’acqua.
L’acqua è ferma, stagnante ma lascia intravedere la vita.
Nella zona alta del dipinto ad occupare una piccola parte è il cielo, dai colori blu e violacei a contrastare ed incorniciare i verdi della vegetazione.
Il cielo collabora alla costruzione delle chiome, andando a confondersi con esse.
L’atmosfera è piena di luce, magica.
scendendo nei particolari della tecnica si nota che il cielo è formato da quadrati grandi le cui velature vanno a formare le varie sfumature delle nuvole. Il lavoro al centro è più elaborato e i quadrati colorati si dividono in vari sottomultipli, sempre più piccoli a delineare i particolari.
La presenza dell’uomo non si intravede, è assente, qui nulla ha modificato a suo piacimento.
L’opera “Primavera” è forse uno dei miei dipinti più raffinati, dove la delicatezza del fiore è la sintesi di un concetto di più ampio respiro che rappresenta il tempo della rinascita, il paradosso dell’effimero e dell’eterno racchiuso in un solo soggetto pittorico.I pixel più chiari sembrano riflettere la luce del sole, esaltano il senso della rinascita e lasciano spazio all’immaginazione. Ci sembra di intravedere anche il paesaggio circostante, l’erba nuova e i colori del prato a primavera
La pixel art, non digitalmente intesa, è una tecnica ideata è sviluppata da Maurizio Galasso, che si rifà al pixel come unità di misura pittorica dei quali multipli e sottomultipli dell’unità base formano e costituiscono l’immagine.
In un campo, piccole macchie rosse che si moltiplicano, mosse dal vento come bandiere a ricordare cortei passati…..! Sono mille papaveri rossi
campo di papaveri, acrilico su tela
mis. 60×70 cm.
Acrilico su tela. In un campo, piccole macchie rosse che si moltiplicano, mosse dal vento come bandiere a ricordare cortei passati….! Sono mille papaveri rossi
Dai raggi del sole che irradiano la terra, dal suo calore, magicamente…….. la sua forza, il suo colore prende forma.
Girasoli
olio su tela
mis. 40 x 50 cm.
Olio su tela, 40 x 50 cm. Anno esecuzione 1994 Dai raggi del sole che irradiano la terra, dal suo calore, magicamente…….. la sua forza, il suo colore prende forma
La pittura nasce dalla materia e dalla luce, dal gesto e dal codice. Ogni pixel è un frammento di memoria, un battito visivo. La superficie digitale si fa carne pittorica, il confine tra reale e virtuale si dissolve nel colore.
Questa arte non riproduce il mondo digitale: lo trasfigura. Ogni interruzione, ogni frammento, ogni quadrato di luce è una soglia che separa e unisce, che interroga la visione contemporanea. Il pixel diventa segno, emozione, tessera di un mosaico che restituisce umanità alla distanza tecnologica.
PixelArtGalasso è prosecuzione viva del divisionismo, dell’impressionismo e del mosaico, fusi nella contemporaneità digitale del nostro tempo — ma ancora pittorica, fisica, respirante. Come i maestri di un secolo fa scomponevano la luce naturale, oggi questa pittura scompone la luce artificiale, la traduce in gesto, in materia, in ritmo umano.
Questo manifesto non è soltanto una dichiarazione individuale: è un invito a chi sente che la pittura può ancora dialogare con l’algoritmo, a chi crede che la bellezza non sia morta nel codice, ma vi si nasconda in attesa di essere liberata dal colore.
PixelArtGalasso non è soltanto un nome, ma un cammino: un ponte tra la mano e il pixel, tra la memoria e la rete, tra la tradizione e l’elettricità dell’oggi.
La pixel art pittorica è il nuovo linguaggio visivo di una realtà che cambia — ma che, nel colore, cerca ancora la verità. Ogni artista, ogni osservatore che riconosce nel frammento digitale un segno umano, fa parte di questo orizzonte.
La pittura non muore. Si trasforma. E nel suo silenzio di pixel continua a parlare la lingua dell’uomo.